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- TABLE DES MATIÈRES
- RECHERCHE DANS LE DOCUMENT
- TEXTE OCÉRISÉ
- Première image
- PAGE DE TITRE
- INDICE DELLE MATERIE (p.r11)
- PREFAZIONE ALLA I EDIZIONE (p.r7)
- PREFAZIONE ALLA II EDIZIONE (p.r9)
- PARTE PRIMA. - NOZIONI GENERALI (p.1)
- CAPITOLO I. - PRINCIPII GENERALI (p.3)
- CAPITOLO II. - APPUNTI STORICI (p.29)
- CAPITOLO III. - IL MATERIALE FOTOGRAFICO (p.43)
- CAPITOLO IV. - L'OBBIETTIVO (p.100)
- CAPITOLO V. - ESPOSIZIONE (p.174)
- CAPITOLO VI. - L'OTTURATORE (p.249)
- CAPITOLO VII. - LA FOTOGRAFIA ISTANTANEA (p.289)
- PARTE SECONDA. - IL FOTOTIPO NEGATIVO (p.391)
- CAPITOLO VIII. - I PROCESSI ANTICHI SUL VETRO (p.395)
- CAPITOLO IX. - IL PROCESSO MODERNO (p.418)
- CAPITOLO X. - CARTE E PELLICOLE NEGATIVE (p.468)
- CAPITOLO XI. - TRASPORTI, RADDRIZZAMENTI E CONTROTIPI (p.487)
- CAPITOLO XII. - LA FOTOGRAFIA DEI COLORI (p.493)
- CAPITOLO XIII. - IL RITOCCO (p.514)
- CAPITOLO XIV. - L'ARTE E LA FOTOGRAFIA (p.526)
- PARTE TERZA. LA FOTOCOPÍA POSITIVA. - I FOTOGRAMMI E I FOTOCALCHI (p.545)
- CAPITOLO XV. - FOTOCOPIE POSITIVE DIRETTE ED INDIRETTE (p.548)
- CAPITOLO XVI. - FOTOCOPIE AL CLORURO D'ARGENTO (p.567)
- CAPITOLO XVII. - FOTOCOPIE DIVERSE SULLA CARTA (p.613)
- CAPITOLO XVIII. - LA FOTOCROMATOGRAFIA (p.639)
- CAPITOLO XIX. - FOTOCOPIE POSITIVE COLORATE (p.654)
- CAPITOLO XX. - LA PIROFOTOGRAFIA (p.664)
- CAPITOLO XXI. - I FOTOCALCHI (p.674)
- PARTE QUARTA. PROIEZIONI. - INGRANDIMENTI. - FOTOGRAFIA SENZA OBBIETTIVO. I RESIDUI (p.683)
- CAPITOLO XXII. - LE PROIEZIONI (p.685)
- CAPITOLO XXIII. - INGRANDIMENTI E RIDUZIONI (p.712)
- CAPITOLO XXIV. - LA FOTOGRAFIA SENZA OBBIETTIVO (p.733)
- CAPITOLO XXV. - I RESIDUI ED I PRODOTTI CHIMICI (p.742)
- Dernière image
CAPITOLO V.
ESPOSIZIONE. •
Esposizione. — Calcolo pel tempo di esposizione secondo i metodi Vidal, Cle-ment, De la Baume-Pluvinel, Dorval, Puttemans, Dumoulin, Bergerete Drouin,. Scott, Burton, Roncalli. — Uso dei diaframmi. — La distanza focale e la esposizione. — Fotometri ottici e chimici. — Attinometri. — SensitometrL — Decisioni dei Congressi fotografici.
1. — La camera oscura è pronta; il telaio negativo è caricato o di una lastra o di una pellicola o di una carta sensibile. Montata ed aperta la camera sul suo treppiede abbiamo messo con ogni cura in fuoco il soggetto sul vetro smerigliato ; la vite della cremagliera è chiusa, il vetro spulito di sotto il panno è sollevato o girato ed al suo posto vi si è già sostituito il telaio negativo, semplice o doppio, con una o due superficie sensibili e belle pronte. Coperto l’obbiettivo col suo tappo in pelle o montato l’otturatore, e sollevata od abbassata l’imposta interna del telaio negativo non resta che togliere dolcemente, senza scosse, il tappo dell’obbiettivo o far agire l’otturatore, e lasciar penetrare nella camera oscura la luce esterna, in altre parole, impressionare lo strato sensibile.
Ciò costituisce Yesposizione o la posa che dir si voglia.
Se dobbiamo fare dei ritratti o dei gruppi nello studio, potremo in breve sapere quale sarà l’esposizione necessaria, per mezzo di qualche esperimento che ci permetterà di correggere un eccesso od una mancanza di posa nelle prove successive. Ma se dobbiamo lavorare all’aperto ci sorgeranno contro mille difficoltà. E pure conviene assolutamente dare una posa esatta per ottenere sul fototipo negativo una fedele riproduzione della gamma dei colori (relativamente ben inteso) del soggetto.
Si può peccare per eccesso o per difetto. Nel primo caso, si
Le texte affiché peut comporter un certain nombre d'erreurs. En effet, le mode texte de ce document a été généré de façon automatique par un programme de reconnaissance optique de caractères (OCR). Le taux de reconnaissance estimé pour cette page est de 98,49 %.
La langue de reconnaissance de l'OCR est l'Italien.
ESPOSIZIONE. •
Esposizione. — Calcolo pel tempo di esposizione secondo i metodi Vidal, Cle-ment, De la Baume-Pluvinel, Dorval, Puttemans, Dumoulin, Bergerete Drouin,. Scott, Burton, Roncalli. — Uso dei diaframmi. — La distanza focale e la esposizione. — Fotometri ottici e chimici. — Attinometri. — SensitometrL — Decisioni dei Congressi fotografici.
1. — La camera oscura è pronta; il telaio negativo è caricato o di una lastra o di una pellicola o di una carta sensibile. Montata ed aperta la camera sul suo treppiede abbiamo messo con ogni cura in fuoco il soggetto sul vetro smerigliato ; la vite della cremagliera è chiusa, il vetro spulito di sotto il panno è sollevato o girato ed al suo posto vi si è già sostituito il telaio negativo, semplice o doppio, con una o due superficie sensibili e belle pronte. Coperto l’obbiettivo col suo tappo in pelle o montato l’otturatore, e sollevata od abbassata l’imposta interna del telaio negativo non resta che togliere dolcemente, senza scosse, il tappo dell’obbiettivo o far agire l’otturatore, e lasciar penetrare nella camera oscura la luce esterna, in altre parole, impressionare lo strato sensibile.
Ciò costituisce Yesposizione o la posa che dir si voglia.
Se dobbiamo fare dei ritratti o dei gruppi nello studio, potremo in breve sapere quale sarà l’esposizione necessaria, per mezzo di qualche esperimento che ci permetterà di correggere un eccesso od una mancanza di posa nelle prove successive. Ma se dobbiamo lavorare all’aperto ci sorgeranno contro mille difficoltà. E pure conviene assolutamente dare una posa esatta per ottenere sul fototipo negativo una fedele riproduzione della gamma dei colori (relativamente ben inteso) del soggetto.
Si può peccare per eccesso o per difetto. Nel primo caso, si
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