Bollettino dell'Associazione degli amatori di fotografia in Roma
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- Anno VI.
- Rom4, Novembre-Dicembre
- Nüm. 6.
- ASSOCIAZIONE
- DEGLI AIWATORI DI FOTOGRAFIA
- IN ROMA
- Sommario: Ottica Fotografica — Stndio suW Iposolfito di Soda — Sviluppo air Idrochinone — Bibliografia — Note varie — La nota illustrata.
- A termini dello Statuto, vennero ammessi :
- corne Socii residenti;
- I signori Di Rosa Alberto, fu Antonio
- » Senni Conte Gaetano ;
- corne Socii non residenti:
- II signor Adyl Bey
- » » Vochieri Andrea.
- OTTICA EOTOGrRHEICH
- Credo far cosa utile ai lettori del Bolïettino pubblicando la raccolta di formole di cui io mi servo ordinariamente.
- Ho cercato di ridurre quanto era possibile semplici ed ele-mentari queste formole, onde possa usarne chiunque conosce un po’ d’aritmetica.
- Chiamiamo :
- F = Lunghezza focale dell’obiettivo.
- D — La distanza fra il centra ottico dell’obiettivo ed il sog-getto da fotografarsi.
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- T = Il tiraggio délia caméra oscura, cioè la distanza fra il centro ottico dell’obiettivo e il vetro spulito.
- N = 11 rapporto fra l’immagine sul vetro spulito ed il sog-getto, cioè il numéro di volte che l’immagine è più piccola del soggetto.
- Avremo :
- - D
- *•
- 2. D = (N + i) F
- 4-
- 5-
- 6.
- 7-
- 8.
- 9-
- io.
- r= —
- N
- D
- F
- — i
- T._(iV+ i) F N
- N =
- D
- N =
- JD
- T
- T
- N= -J--i
- F
- D
- + t=(n+i)f + <F+J}£
- Di qui si vedrà corne si possa con queste semplici formole trovare il fuoco di un’obiettivo, trovare la distanza daU’obiettivo al soggetto conoscendo il fuoco dell’obiettivo e il rapporto tra
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- l’imagine ed il soggetto, ovvero conoscendo il tiraggio délia caméra. Si potrà conoscere quai debba essere il tiraggio délia caméra conoscendo la distanza dal soggetto all’obiettivo, ovvero quella distanza ed il fuoco dell’obiettivo, od anche essendo noti il fuoco dell’obiettivo e il rapporto fra l’imagine ed il soggetto. Si potrà avéré di quante volte s.irà diminuita la grandezza del soggetto nell’imagine sul vetro spulito quando siano dati il fuoco dell’obiettivo e la distanza da questo al soggetto, ovvero questa distanza ed il tiraggio délia caméra od anche il tiraggio délia caméra ed il fuoco deU’obiettivo. Si potrà infine conoscere la distanza tra il soggetto e il vetro spulito, essendo determinati il fuoco dell’obiettivo e il rapporto tra l’immagine ed il soggetto.
- Quanto dissi pel caso di riduzione ha ugualmente valore pel caso in cui si tratti di riprodurre il soggetto ingrandito anzichè ridotto.
- Le formule variano di ben poco e lasciando le stesse indi— cazioni che nel caso precedente avremo per gli ingrandimenti:
- i.
- 2.
- 3-
- 4-
- 5-
- 6.
- 7-
- 8.
- Da
- Da
- N
- JT
- F
- n _ (N + I) F a N
- Ta =(N+ i) F D
- Ta= D
- F
- — i
- Na = Na =
- Na =
- F
- T
- D
- — i
- D
- D_
- F
- D
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- Nelle quali formole il valore di N sarà sempre il rapporto tra l'imagine ed il soggetto, ma trattandosi qui di ingrandimenti sarà rappresentato dal numéro di volte che l’imagine sarà piu grande dei soggetto.
- Qualora qualcuno dei lettori trovasse difficoltà nell’applica-zione di queste formole o di qualcuna di esse, sono sempre a loro disposizione per inviar loro degli esempi pratici che servano a dimostrare con maggior chiarezza il vantaggio che in moltis-simi casi puô ritrarsi dall’applicazione delle formole, e ’.a somma economia di tempo che si puô ottenere da un breve calcolo preventivo che esonera dalla necessità di molti tentativi bene spesso infruttuosi.
- Facciamo qualche esempio :
- Supponiamo di avéré un obiettivo di 0,30 di fuoco e di voler ridurre un certo soggetto a i\6 dei vero e di voler sapere a quale distanza ci dobbiamo porre coll’obiettivo dal soggetto stesso.
- Servendoci délia formola N. 2 délia prima sérié avremo D = (N -f 1) F
- e sostituendo nella formola i valori già noti, cioè 0.30 ad F e 6 ad N avremo
- D = (6 + 1) 0.30 = 7 X 0,30 = 2.10 il che ci dice che dovremo porci coll’obiettivo a metri 2,10 dal soggetto.
- Se ora invece supponiamo che si sappia la distanza a cui possiamo metterci dal soggetto e sia di metri 5, e la ri.duzione che vogliamo dare al soggetto nella riproduzione sia di ijio e si voglia sapere di quai tiraggio di caméra avremo bisogno ;
- per la formola 4 avremo sostituendo T—= 0.30, dun-r .N 10
- que ci occorrerà un tiraggio di metri 0.50.
- Se poi conosceremo il fuoco dell’obiettivo essere di 0.30 e la distanza tra l’obiettivo stesso e l’oggetto da riprodursi uguale a 3 metri e vorremo sapere quai sia il rapporto tra il soggetto
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- e la sua immagine ci dovremo servire délia formola 7 ed avremo, sostituendo i valori noti:
- N = ~ — 1 = — — 1 10 — i = 9, il che ci dirà
- F 0,30
- che il soggetto nella sua riproduzione dovrà essere i{9 del vero.
- Se invece si tratterà di fare un’ingrandimento e si abbia un’obiettivo di fuoco 0,20 e si voglia ingrandire il soggetto di 4 volte vediamo che tiraggio dovrà avéré la nostra caméra. Con la formola 1 délia seconda sérié avremo F = (iV+ i)> F= (4 -f-1) 0,20 = 5 X 0.20 = 1,00, cioè noi avremo bisogno di metri 1,00 di tiraggio.
- Se poi col solito obiettivo di 0.20 di fuoco e una caméra che ha un tiraggio determinato, per esempio di 0,70, noi vogliamo sapere di quante volte io potrô ingrandire il soggetto colla
- T
- formola 6 avrô Na ~ p — 1 = 0,70 — t = 3,50 — 1 = 2,50,
- 0,20
- cioè io avrô un’ingrandimento di 2 volte e mezzo — e per la formola 3 avrô
- 0,28, il che mi dice che per avéré
- N 2,50
- l’ingrandimento richiesto dovrô pormi coll’obiettivo a metri 0,28 dal soggetto.
- Ing. G. Gargiollù
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- Studio snlTIposolfito di Soda
- CONDIZIONI NECESSARIE PER OTTENERE DELLE PROVE POSITIVE E NEGATIVE CON LE MAGGIORI GARANZIE DI CONSERVAZIONE
- per fl. Reeb
- Essendo sempre sul tappeto la questione délia stabilità delle prove positive, questione che préoccupa a ragione gl’ intelli-genti nella materia, ho creduto opportuno far conoscere il ri-sultato delle mie esperienze. Si troverà nel mio esposto quaîche nuova osservazione, ed infine l’indicazione di un bagno di fissamento consistente in una soluzione d’iposolfito addizionato di bisolfito di soda. So che l'uso di taie bagno fu consigliato da altri, ma nessuno, a mio credere, ha fatto rilevare il vantag-gio di esso dal punto di vista délia conservazion'e delle prove positive su carta ai sali d’argento. Stirno pertanto poter affer-mare che per l’applicazione da me notata, e specialmente per la giustificazione dell’uso, il bagno in parola sia veramente nuovo.
- Ricordo che dobbiamo ai signori Davanne e Girard le prime idee précisé sulla formazione delle immagini fotografiche e sulla loro colorazione e stabilità. Al punto di vista spéciale che ci occupa, possiamo rilevare soltanto : i° che l’alterazione delle prove dipende da una solforazione ; 2° che l’oro depositato durante il viraggio protegge l’argento dall’ossidazione, formando un’amalgama tanto più resistente quanto è più ricca d’oro ; 3° che il veicolo delle materie solforanti è l’iposolfito ; 40 che l’iposolfito di soda trattato con un acido qualunque, anche in debo-lissima proporzione, deposita lo zolfo ch’è l’agente délia solforazione ; 50 che l’iposolfito usato a fissare delle prove, contiene per cio stesso in dissoluzione dell’iposolfito d’argento, corpo fa-cilmente decomponibile con produzione di solfuro d’argento, mas-
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- sime se si trova in presenza di un eccesso d’iposolfito di soda e viene esposto alla luce.
- Consegue da cio, che per evitare qualsiasi solforazione, im-mediata o no, bisogna :
- i° Virare bene ;
- 2° Evitare d’introdurre qualsiasi traccia di acido libero nel bagno d’iposolfito (zolfo);
- 3° Fissare in un bagno nuovo ed al riparo délia luce (per evitare la formazione del solfuro d’argento).
- Riprendendo lo studio di questi fatti, ho potuto confer-marli, ed osservare che, nella pratica, molto raramente si osser-vano le prescrizioni indicate.
- Inoltre, ho notato che l’idrogeno solforato è una nuova causa di alterazione delle prove. Tutti hanno potuto osservare che alcune volte una soluzione di soda émana un forte odore di uova putride quando si acidula con un acido qualsiasi, e che altre volte taie odore non si sente punto. Mi son resa ragione di questo fenomeno, ed ho potuto stabilire che : Una soluzione d’iposolfito di soda, trattata con un acido, dà luogo ad una produ-gione di solfo e d’acido solforoso, in tutti i casi; e che inoltre si ef-fettua una produçione à’idrogeno solforato se la quantitâ d’acido ag-giunto i molto dehole. Questo sarà il caso delle prove non abba-stanza lavate, oggi specialmente che le carte sensibili del com-mercio sono molto acide.
- Corne rimedio a tali inconvenienti, ho trovato il bisolfito di di soda ; e quindi ho conchiuso :
- i° Che oltre le due cause note deU’alterabilità delle prove positive, consistenti nello zolfo e nel solfuro d’argento, ne esiste una terza ch’è l’idrogeno solforato ;
- 2° Che il metodo classico, applicato con cura, permette di evitare questi tre scogli, a condizione di non introdurre alcuna traccia di acidità nel bagno di fissaggio, — il che riesce difficile usando le carte del commerçio — edi fissare in un bagno nuovo al riparo délia luce;
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- 3° Che molto più sicuramente saranno evitate le cause di insuccesso finora conosciute, se si unisce semplicemente del bi-solfito di soda alla soluzione d’iposolfito; giacchè in questo caso l’aggiunta di un acido diluito al bagno cosi composto non détermina nè deposito di solfo, nè sviluppo d’idrogeno solforato ; e che, oltre a cio, il bagno stesso potrà essere usato lungamente senza depositare sulfuro d’argento, anche in presenza délia luce.
- Il metodo più vantaggioso è adunque il seguente :
- i° Immergere le stampe successivamente in due bacinelle contenenti acqua ordinaria in modo da lavarle bene;
- 2° Virarle di preferenza in un bagno di cloruro doppio di oro e di potassio addizionato di creta o di acetato di soda;
- 3° Risciacquarle facendole passare in due bacinelle d’acqua’;
- 4° Fissarle nel bagno seguente :
- Iposolfito di soda . . . 200
- Bisolfito di soda a 370 B. 50 c. c.
- Acqua .... 1000 a 2000
- Si puô utilizzare questo bagno per fissare un certo numéro di prove fino a che sarà limpido, a condizione di far seguire questo fissamento da un altro in un bagno composto corne il primo, ma nuovo. .
- 50 Lavarle abbondanteinente fino alla compléta eliminazione dell’ iposolfito di soda. Il miglior metodo per constatare s’è raggiunto questo risultato necessario, consiste nel raccogliere sopra un pezzo di carta bianca una delle ultime gocciole che cadono da una prova lavata e quindi gettare in essa un cristallo di nitrato d’argento grosso corne la testa di uno spillo. Se si produce un’aureola bruna intorno al cristallo d’argento, è segno sicuro che la prova contiene ancora dell’ iposolfito, e quindi è necessario prolungare i lavacri.
- La variante da me introdotta differisce dall’antico metodo in quanto che il fissamento si effettua in una soluzione d’iposolfito solfitato acido, piuttosto che neutro.
- Le lavature finali possono cosi essere prolungate quanto è necessario, senza tema del deposito di solfuro d’argento ; e final-
- 200
- oppure : 10 c. c.
- 1000
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- mente la freschezza delle tinte viene meglio conservata col bagno di fissaggio acido, il quale non rammollisce l’incollatura délia carta.
- Questa modificazione, che a prima vista pare insignifiante, rende l’operatore più sicuro e non réclama grande attenzione nelle manipolazioni. Ho detto che si poteva abbreviare la lava-tura precedente al fissaggio ed anche, a rigore, sopprimerla del tutto e fissare in piena luce. Pure consiglio i due fissamenti suc-cessivi : il primo in un bagno già usato, l’altro in un bagno nuovo.
- I vantaggi del fissamento acido per le négative, possono riassumersi ai seguenti : possibilità di semplificare o sopprimere le lavature dopo lo sviluppo, e di fissare in piena luce ; conser-vazione del bagno di fissamento limpido ; indurimento délia ge-latina, rendendo l’immagine brillante ed impedendo la sollevazione dello strato ; impossibilità di depositi di zolfo e di alluminio in contatto del bagno d’allume.
- Il metodo a seguire è dunque questo :
- Sviluppo ;
- Lavature sommarie o no, a volontà ;
- Fissamento acido e lavatura finale.
- Se si usa l’allume prima del fissamento, bisogna acidificarne la soluzione.
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- SY1LÜPP0 ALL’IDROCHINONE
- nuova formola molto onergioa
- Si fanno le seguenti tre soluzioni :
- i° Solfito di soda...................... . 250 gr.
- Acqua.............................• . 1 litro
- 2° Carbonato di soda in cristalli. . . 250 gr.
- Acqua...................................... 1 litro *
- 30 Idrochinone............................... 10 gr.
- Alcool a 40°..............................100 gr
- Per comporre il bagno di sviluppo, si prendono, ad occhio circa :
- 100 c. c................délia soluzione N. 1
- 200 » »................délia soluzione N. 2
- 20 » »................délia soluzione N. 3
- La miscela va fatta in un bicchiere e poscia versata nella bacinella ov’è il vetro da sviluppare. L’azione si manifesta solo dopo due 0 tre minuti. Se il bagno è nuovo, bisogna sorvegliare il progresso dello sviluppo, onde evitare una soverchia intensità nell’immagine. Ë pure necessario che sul principio si riduca al minimo la luce rossa del laboratorio. In seguito, quando le prime parti chiare sono apparse, si puô impunemente aumentare. Lo sviluppo procédé a fondo fino a far sortire perfettamente tutti i dettagli nelle ombre anche nelle lastre esposte con la massima rapidità.
- Il bagno una volta usato per istantanee, puô servire allô sviluppo dei fototipi posati. Anche le diapositive vi si rivelano molto bene, assumendo una tinta seppia gradevolissima ; e final-
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- mente le riproduzioni di disegni a tratti riescono nette e bril— lantissime corne se fossero rinforzate col solfidrato d’ammoniaca, se trattate con questo bagno quasi esaurito dallo sviluppo degli istantanei e delle négative più o meno posate.
- Helios.
- BIBLIOGRAFIA
- N° 34. Les lumières artificielles en photograghie, par A. Fourtier
- — Gauthier Villars et fils. — Paris.
- È uno studio completo sulle diverse luci artificiali che si adoperano in fotografia, sia per le istantanee, sia per le prove a posa. Ci pare sopratutto intéressante per le informazioni relative alla capacità di diverse luci ad ottenere delle impressioni ortocro-matiche, nonchè alla pratica razionale dello sviluppo.
- N° 35. Fotochimica dei sali di mercurio. — Prof. Rodolfo Namias.
- — Milano.
- L’applicazione dei sali di mercurio alla fotografia è trattata dal ch. autore colla sua incontestabile competenza.
- N° 36. La décoragione dei vetro e dei cristall» e la foto-smerigliatura, pel sac. Aless. Sobacchi. — Milano.
- Sono raccolti ed illustrati tutti i procedimenti destinati ail’ ornamentazione dei vetro mediante la fotografia. Auguriamo al ch. autore che il suo libro trovi il facile accesso che mérita non solo nelle officine industriali, ma nei laboratorii dei dilettanti, ai quali renderà ancora più utile e gradita la pratica délia fotografia.
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- NOTE VA^IE
- Balsamo del Canada colorato per obiettivi e schermi. — Hanno già destato molto interesse gli esperimenti del signor Burchett ed i risultati da lui ottenuti fotografando mediante una combina-zione di schermi in vetro giallo e verde collocati nell’obiettivo — il verde contro la lente anteriore ed il giallo contro la po-steriore. — Ora egli ha messo in commercio, mediante i signori Dallmeyer e C., un obiettivo le cui lenti sono incollate con bal-samo del Canadà colorato, e degli schermi egualmente colorati in balsamo del Canadà. — Nel primo è usata corne sostanza colorante l’anilina rossa e gialla per una lente, e verde, gialla e rossa per un’altra ; oppure, se si tratta di un obiettivo semplice da paesaggi, un miscuglio dei tre colori. Nel secondo sistema, una combinazione di questi tre colori nel balsamo viene impiegata ad unire due lamine di vetro sottile a faccie parallèle. Lo schermo cosi formato si colloca contro la combinazione posteriore dell’o-biettivo. La durata délia esposizione viene appena raddoppiata.
- Nuova carta pigmentata. — Il signor White ha messa in commercio una nuova specie di carta che rende molto più semplice ed accessibile il processo di stampa al carbone. La novità consiste solamente nell’aver adottato, corne colore délia carta, il nero. Lo strato di gelatina colorata è sempre quello ordinario, ma dopo averlo sensibilizzato si applica sopra il ferro smaltato, l’ebonite od il vetro nero talcato, e vi si lascia seccare. Ora, essendo nera la
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- carta, niun’azione nociva délia luce puô essere esercitata sul com-posto sensibile durante il prosciugamento, che si puô cosi effet-tuare in una caméra qualsiasi ed anche all’aria aperta,
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- Modo di fissare il ritocco delle stampe su gelatina. — ï ri-
- tocchi o le coloriture a pastello vengono solidamente fissati aile stampe esponendo queste verticalmente ai vapori di acqua calda che si sprigionano dal becco di una teiera. Dopo brevissimo tempo si scorgerà che il ritocco diviene brillante per la dissoluzione délia gelatina, e bisogna allora sospendere subito Tazione del vapore e mettere la stampa a seccare.
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- Il nuovo obiettivo « Gollinear ». — La casa Voigtlânder ha messo recentemente in commercio un nuovo obiettivo simmetrico col nome di Collinear. Esso diflerisce notevolmente dagli anastigma-tici di Zeiss e dei doppi anastigmatici di Goertz, ed il principio su cui si fonda la nuova combinazione è assolutamente originale. Delle prove comparative fatte ira i tre sistemi d’obiettivi : anastigmatici, doppi anastigmatici e collineari, tutti délia lunghezza focale di 15 centimetri, hanno dato che i due primi, diaframmati rispettiva-mente a 1/12,5 e 1/7,7, offrivano un campo privo di astigmati* smo di 74 a 76 gradi ; mentre il collineare con un diaframma di 1/7,5 Eoffriva di 85 ed anche di 90 gradi.
- Aspettiamo che tutto ciô venga confermato da ulteriori espe ti menti.
- Photo-Galette,
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- Rinforzo delle négative delle riproduzioni di disegni:
- Acqua ......... 1000 parti
- Jodio....^ ..... . 14 »
- Joduro di potassio.................. 37 »
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- S'immerge la negativa in questo bagno fino a completo in-giailimento, quinli si lava profusamente, e si torna ad immergere in una soluzione all’i o/o di sale di Schlippe (solfo-antimoniato di soda) resa leggermente alcalina mcrcè la soda caustica.
- Paris-Photo.
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- Sviluppatore combinato :
- Acqua...............................425 c. c.
- Metol........................ . . 3,60 gr.
- Idrochinone...................... 1,8 »
- Solfito di soda......................31 »
- Carbonato di soda....................31 »
- ‘British Journal.
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- Nuove lastre sensibili. — Apprendiamo con piacere che i rinomati stabilimenti del fu Ed. Beernaert’s furono acquistati e riattivati ora dalla nuova Società Anonima Inglese Dry Plate Company.
- Grandissime modificazioni, migliorie e nuove macchine che questa sola Società possiede, assicurano aile nuove lastre una re-golarità e finezza incomparabili.
- Nei grandi locali ampliati e muniti di speciali sistemi di aereazione su 5000 metri quadrati sotterranei, si producono fino a 1000 dozzine di lastre 13 X ai giorno.
- Gli attestati di tutti i principali fotografi del inondo, e primo fra tutti quello dell’illustre signor professore Eder, Diret-tore délia Scuola Fotografica Impériale di Vienna, fanno fede che i prodotti di questa Società hanno quaiità superiori ancora a quelle riconosciute nelle prime lastre del fu Ed. Beernaert, quaiità che indistintamente tutti ebbero a riconoscere superiori ad ogni altra marca.
- Dalla Francia, Inghilterra, Austria e Germania pervengono
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- numcrose ed importantissime commissioni alla fabbrica e sappiamo che in Italia si potranno avéré da tutti i rivenditori di articoli fotografici. Gli attestati di cui sopra, sono visibili : ûY^Agengia Generale per V Italia délia Ed. Beernaert’s Dry Plate Company, pressa la casa Alman Felice di Torino.
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- Nuovi giornali fotografici :
- La Fotografia Moderna, Livorno;
- Journal of the Amateurs Photographie Society oj Madras, Madras (India);
- Wiener Photographische Blàtter, Vienna;
- Apollo, Dresda,
- Bullettin du ‘Photo-Club de Costantine.
- A tutti i nostri migliori augurii e ringraziamenti pel cambio offertoci.
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- Intonazione porpora delle diapositive. — Il signor Ad. Hertz comunica al Photographische Mitteilungen il seguente metodo di sviluppo col quale si ottengono normalmente delle immagini in color porpora. S'immergono le lastre impresse per mezzo minuto
- in un bagno composto di:
- Glicina.............................i gr.
- Carbonato di potassa...............8 »
- Bromuro di potassa................0,5 »
- Acqua...............................240 c. c.
- Appena l’immagine è apparsa, si aggiunge allô sviluppators un’altra soluzione composta di :
- Solfito di soda.....................67 gr.
- Pirogallico.................. 12 »
- Acqua..................................360 c. c.
- Acido solforico . 5 goccie
- sino alla compléta apparizione deirimmagine. Il fissamento si ef-fettua in un bagno d’ipo'solfito acido.
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- Rinfcrzo non vetenoso. — Si tiene la negâtiva nelFacqua fino
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- al rammollimcnto délia gelatina, quindi si sgocciolâ e s’immerge per un minute» e mezzo in un miseuglio di
- Acqua.............................. 30 c. c.
- Ammoniaca........................... 30 »
- Si passa quindi in una soluzione di
- Alcool........................... 1000 c. c.
- Bromuro di cadmio ..... 1 gr.
- fino a che abbia raggiunta l’intensità sufficiente.
- Practical Photographer.
- O
- Lo stabilimento ottico di C. S. Goertz, — Berlino, Schoeneberg — fabbricante dei doppi anastigmatici, ha ultimato il 20,000° ob-biettivo !
- LA NOSTRA ILLUSTRAZIONE
- Dobbiamo all’egregio nostro socio marchese Orsini-Marchese la fotografia unita al présente fascicolo. Essa rappresenta l’Eremo di S. Onofrio sul Monte Morrone, ove dimorô Papa Celestino V, ed ove, nel 1294, vennero, in compagnia di Carlo II d’Angiô e di Carlo Martello, i legati apostolici per annunziare a Celestino la sua elezione a Sommo Pontehce. Sotto l’Eremo, quasi aile radici del monte, veggonsi gli avanzi di un vasto edifizio di opéra retico • lata, il quale, per tradizione, chiamano : Villa del Poeta Ovidio Nasone.
- La seconda fotocollografïa unita a questa dispensa è uno studio d’alberi del nostro socio I. H. Stillmann ; e serve a com-pensare l’illustrazione mancata al fascicoio 5°.
- Roma 1835 — Tipografia I. Artero, Montecitorio 121,
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